Il pareggio portato a casa sabato scorso, risultato della gara non brillante con la Cetus Roma, non può certo fermare la corsa di vertice per i ragazzi di Mister Buono, pronti ad affrontare, domani, tra le mura domestiche, i cugini sud-castellani dello Sporting Velletri.
Vissuto l’ultimo incontro da capitano, forte della propria lunga esperienza tra diverse compagini, militanze ancora più che vive nel ricordo, Cristiano Moretti ci svela cosa stia bollendo in campo per la Nuova Castelli Romani.
La fascia di capitano che t’è stata assegnata per la scorsa terza giornata testimonia sicuramente il tuo essere visto come un punto di riferimento per giocatori e staff. Questo anche per via della tua storia da calciatore?
«Beh, non è che mi senta un fuoriclasse, dato il mio apice in Terza Categoria. L’esperienza c’è, ad ogni modo, di sicuro: tra Marino, dove ho giocato per circa dieci anni, Grottaferrata, Santa Maria delle Mole, Cava dei Selci, Ciampino, Lucky Junior, fino alla Nuova Castelli Romani, posso dire di essermi provato in diverse squadre. Il mio anno più bello è stato il primo dei tre alla Nuova Santa Maria delle Mole: avevo 16 anni, e nella stagione ‘97/‛98 vincemmo il Campionato Juniores, con sedici goal a mia firma -record personale imbattuto!-, da mezza punta, numero 10 sulle spalle e fascetta da capitano al braccio... un’esperienza straordinaria! Il ricordo più bello che ho è però legato alla mia prima presenza in Terza Categoria: giocavo allora con la Polisportiva Marino… cioè, giocavo poco in realtà! Avevo 22 anni, ero il più piccolo del gruppo, appena arrivato in una squadra già affiatata. Entrai in campo al secondo tempo di un derby, e all’ultima palla buona segnai il goal del pareggio per noi: ricordo un’esultanza di circa dieci minuti a seguire, con tutta la squadra che mi abbracciava… gente di quarant’anni d’età. La settimana seguente il Mister mi fece notare che un tale aveva anche firmato un articolo sul mio goal - un bel goal tra l’altro-, comparso su “La Provincia Sportiva”. Lo ritagliai, ed è ancora conservato nel mio cassetto. Insomma, il calcio non è solo quello che finisce sotto i riflettori o davanti ad una telecamera. Se sai giocare riesce a darti tanto anche su un campo di terra rotta in periferia. Per me è stato così, e finché correre dietro ad un pallone che rimbalza mi darà emozioni, continuerà ad esserlo… con o senza fascia al braccio».
Riguardo la scorsa partita con la Cetus Roma, la squadra si è svegliata in sostanza alla metà del secondo tempo, regalando tutta la prima frazione agli avversari. Cosa è mancato alla Nuova Castelli Romani vista qui in campo?
«Scontato dire che non sia stata una bella partita… purtroppo. Siamo tecnicamente superiori ad una squadra come la Cetus Roma, che figura tra l’altro tra le più basse in classifica di girone. Ma resta il fatto che in campo non conta sapere di esserlo, bisogna piuttosto dimostrarlo, su ogni pallone. E non è stato così sabato scorso. A centrocampo eravamo in inferiorità numerica, e abbiamo sofferto non poco, soprattutto nel primo tempo; siamo migliorati alla ripresa grazie all’inserimento di elementi veloci come D’Achille e Carletti, sempre pronti a saltare l’uomo. C’è da dire che il modulo che stiamo sperimentando quest’anno non è facile da assimilare, personalmente non l’ho mai affrontato prima. Ma insomma, alla fine si parla di calcio: con l’allenamento giusto credo e spero che potremmo accontentare Mister e Società».
Individualmente sei stato però visibile a centrocampo. Nulla da salvare a livello di prestazione personale?
«Per quanto mi riguarda non mi sono piaciuto affatto. Dunque anche personalmente salvo poco della resa contro la Cetus. So che devo riacquistare una condizione fisica più idonea prima di tutto. Dopodiché saprò divertirmi davvero in mezzo al campo».
…E domani, contro lo Sporting Velletri?
«È una squadra che conosciamo bene ormai, avendola affrontata anche in amichevole: ruvida e senza niente da perdere. Non sarà semplice vincere contro di loro… Dovremo sicuramente mantenere la calma e concentrarci sul gioco. E sarà anche bene il caso di dare da subito un input per noi positivo alla partita, se non vogliamo soffrire».